Milano: Edward Hopper - Mostra antologica
Scritto da Fiamma • Martedì, 13 ottobre 2009 • Categoria: Milano
Edward Hopper - Mostra antologica A cura di Carter Foster.
Per la prima volta, Milano e Roma rendono omaggio all'intera carriera di Edward Hopper (1882-1967) il piu' popolare e noto artista americano del XX secolo con una grande mostra antologica, senza precedenti in Italia, che comprende piu' di 160 opere.

L'evento e' promosso dal Comune di Milano - Cultura e dalla Fondazione Roma - a cui va riconosciuto l'impulso iniziale alla realizzazione del progetto - uniti per la prima volta in una partnership culturale, con Arthemisia, il Whitney Museum of American Art e la Fondation Hermitage di Losanna.
La rassegna si terrà a Palazzo Reale di Milano dal 15 ottobre 2009 al 24 gennaio 2010 e, subito dopo a Roma, presso la Fondazione Roma Museo, dal 16 febbraio al 13 giugno 2010, ed e' prodotta da Palazzo Reale, Fondazione Roma e Arthemisia che grazie agli elevati standard qualitativi delle proprie produzioni, riconosciuti in Italia e all'estero, e' riuscita in un'operazione mai realizzata prima: portare a Milano e a Roma - e successivamente a Losanna per l'estate 2010 - la prima grande mostra italiana del maggior esponente del Realismo statunitense, il pittore che piu' di ogni altro ha saputo rappresentare la vita quotidiana e la solitudine dell'uomo moderno.
La mostra: La storia di Edward Hopper e' indissolubilmente legata al Whitney Museum of American Art che ospito' varie mostre dell'artista, dalla prima nel 1920 al Whitney Studio Club a quelle memorabili nel museo, del 1960, 1964 e 1980.
Dal 1968, grazie al lascito della vedova Josephine, il Whitney ospita tutta l'eredità dell'artista: oltre 3000 opere tra dipinti, disegni e incisioni.
A cura di Carter Foster, conservatore del Whitney Museum, che ha concesso per l'occasione il nucleo piu' consistente di opere, la rassegna vanta tuttavia altri importanti prestiti dal Brooklyn Museum of Art di New York, dal Newark Museum of Art, dal Terra Foundation for American Art di Chicago e dal Columbus Museum of Art.
Suddivisa in sette sezioni, seguendo un ordine tematico e cronologico, l'esposizione italiana ripercorre tutta la produzione di Hopper, dalla formazione accademica agli anni in cui studiava a Parigi (si reco' in Europa tre volte dal 1906 al 1907, nel 1909 e nel 1910), fino al periodo "classico" e piu' noto degli anni -30, -40 e '50, per concludere con le grandi e intense immagini degli ultimi anni.
Il percorso prende in esame tutte le tecniche predilette dall'artista: l'olio, l'acquerello e l'incisione, con particolare attenzione all'affascinante rapporto che lega i disegni preparatori ai dipinti: un aspetto fondamentale della sua produzione fino ad ora ancora poco considerato nelle rassegne a lui dedicate.
Le prime sezioni "Autoritratti", "Formazione e prime opere" e "Hopper a Parigi" illustrano le opere del periodo accademico e quindi le opere del periodo parigino.
Mentre la sala dedicata a "La definizione dell'immagine: Hopper incisore" mette in evidenza la sua tecnica elegante e quel "senso di incredibile potenzialità dell'esperienza quotidiana" che segna l'inizio di una felice carriera.
Nella sezione titolata "L'elaborazione di Hopper: dal disegno alla tela", che celebra la straordinaria mano di Hopper, viene presentato un gruppo significativo di disegni preparatori per il celebre Morning Sun (1952) e per il precedente New York Movie (1939).
Questa sezione svela quanto il "realismo hopperiano" non sia una semplice riproduzione dal vero, bensi' il frutto di una sintesi di piu' immagini e situazioni, colte in tempi e luoghi diversi, resa spesso al meglio con un taglio cinematografico. Le sale dedicate a "L'erotismo di Hopper" e "I concetti essenziali: il tempo, lo spazio, la memoria" illustrano al meglio la poetica dell'artista, il suo discreto realismo e soprattutto l'abilità nel rivelare la bellezza nei soggetti piu' comuni, divenuti delle vere e proprie icone, come testimoniano i celebri capolavori esposti: Cape Cod Sunset (1934), Second Story Sunlight (1960) e A Woman in the Sun (1961).
La mostra e' arricchita di un importante apparato fotografico, biografico e storico, in cui viene ripercorsa la storia americana dagli anni '20 agli anni '60 del XX secolo: la grande crisi, il sogno dei Kennedy, il boom economico. Un'occasione dunque per capire meglio anche la nuova crisi di oggi e l'America di Barack Obama.
Nel catalogo, edito da Skira, i saggi di Carter Foster, Carol Troyen, Sasha Nicholas, Goffredo Fofi, Demetrio Paparoni, Luigi Sampietro. Mostra promossa da Comune di Milano - Cultura Fondazione Roma Arthemisia
INFOLINE 199 202 202 Prenotazioni gruppi e scuole
visite guidate Ad Artem: T +39 02 6597728
Link: www.edwardhopper.it
Palazzo Reale
piazza del Duomo 12 20122 - Milano
Dove alloggiare a Milano: Appartamenti a Milano
Per la prima volta, Milano e Roma rendono omaggio all'intera carriera di Edward Hopper (1882-1967) il piu' popolare e noto artista americano del XX secolo con una grande mostra antologica, senza precedenti in Italia, che comprende piu' di 160 opere.

L'evento e' promosso dal Comune di Milano - Cultura e dalla Fondazione Roma - a cui va riconosciuto l'impulso iniziale alla realizzazione del progetto - uniti per la prima volta in una partnership culturale, con Arthemisia, il Whitney Museum of American Art e la Fondation Hermitage di Losanna.
La rassegna si terrà a Palazzo Reale di Milano dal 15 ottobre 2009 al 24 gennaio 2010 e, subito dopo a Roma, presso la Fondazione Roma Museo, dal 16 febbraio al 13 giugno 2010, ed e' prodotta da Palazzo Reale, Fondazione Roma e Arthemisia che grazie agli elevati standard qualitativi delle proprie produzioni, riconosciuti in Italia e all'estero, e' riuscita in un'operazione mai realizzata prima: portare a Milano e a Roma - e successivamente a Losanna per l'estate 2010 - la prima grande mostra italiana del maggior esponente del Realismo statunitense, il pittore che piu' di ogni altro ha saputo rappresentare la vita quotidiana e la solitudine dell'uomo moderno.
Dal 1968, grazie al lascito della vedova Josephine, il Whitney ospita tutta l'eredità dell'artista: oltre 3000 opere tra dipinti, disegni e incisioni.
A cura di Carter Foster, conservatore del Whitney Museum, che ha concesso per l'occasione il nucleo piu' consistente di opere, la rassegna vanta tuttavia altri importanti prestiti dal Brooklyn Museum of Art di New York, dal Newark Museum of Art, dal Terra Foundation for American Art di Chicago e dal Columbus Museum of Art.
Suddivisa in sette sezioni, seguendo un ordine tematico e cronologico, l'esposizione italiana ripercorre tutta la produzione di Hopper, dalla formazione accademica agli anni in cui studiava a Parigi (si reco' in Europa tre volte dal 1906 al 1907, nel 1909 e nel 1910), fino al periodo "classico" e piu' noto degli anni -30, -40 e '50, per concludere con le grandi e intense immagini degli ultimi anni.
Il percorso prende in esame tutte le tecniche predilette dall'artista: l'olio, l'acquerello e l'incisione, con particolare attenzione all'affascinante rapporto che lega i disegni preparatori ai dipinti: un aspetto fondamentale della sua produzione fino ad ora ancora poco considerato nelle rassegne a lui dedicate.
Le prime sezioni "Autoritratti", "Formazione e prime opere" e "Hopper a Parigi" illustrano le opere del periodo accademico e quindi le opere del periodo parigino.
Mentre la sala dedicata a "La definizione dell'immagine: Hopper incisore" mette in evidenza la sua tecnica elegante e quel "senso di incredibile potenzialità dell'esperienza quotidiana" che segna l'inizio di una felice carriera.
Nella sezione titolata "L'elaborazione di Hopper: dal disegno alla tela", che celebra la straordinaria mano di Hopper, viene presentato un gruppo significativo di disegni preparatori per il celebre Morning Sun (1952) e per il precedente New York Movie (1939).
Questa sezione svela quanto il "realismo hopperiano" non sia una semplice riproduzione dal vero, bensi' il frutto di una sintesi di piu' immagini e situazioni, colte in tempi e luoghi diversi, resa spesso al meglio con un taglio cinematografico. Le sale dedicate a "L'erotismo di Hopper" e "I concetti essenziali: il tempo, lo spazio, la memoria" illustrano al meglio la poetica dell'artista, il suo discreto realismo e soprattutto l'abilità nel rivelare la bellezza nei soggetti piu' comuni, divenuti delle vere e proprie icone, come testimoniano i celebri capolavori esposti: Cape Cod Sunset (1934), Second Story Sunlight (1960) e A Woman in the Sun (1961).
La mostra e' arricchita di un importante apparato fotografico, biografico e storico, in cui viene ripercorsa la storia americana dagli anni '20 agli anni '60 del XX secolo: la grande crisi, il sogno dei Kennedy, il boom economico. Un'occasione dunque per capire meglio anche la nuova crisi di oggi e l'America di Barack Obama.
Nel catalogo, edito da Skira, i saggi di Carter Foster, Carol Troyen, Sasha Nicholas, Goffredo Fofi, Demetrio Paparoni, Luigi Sampietro. Mostra promossa da Comune di Milano - Cultura Fondazione Roma Arthemisia
INFOLINE 199 202 202 Prenotazioni gruppi e scuole
visite guidate Ad Artem: T +39 02 6597728
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Palazzo Reale
piazza del Duomo 12 20122 - Milano
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