La mostra Delitto e Castigo prende in esame un periodo di tempo di circa due secoli: dal 1791, anno in cui Le Peletier de Saint-Fargeau invoca la soppressione della pena di morte, fino al 30 settembre 1981, data in cui il parlamento francese votò la sua abolizione.
Nel corso di tutti questi anni, la
letteratura ha creato un numero inestimabile di figure di criminali. Il titolo stesso di questa mostra si rifà ad un'opera di
Dostoevsky.
Sulla stampa, in particolare sui quotidiani illustrati, il reato di
sangue moltiplica tramite la finzione romanzesca la sua fantasmatica autorevolezza.
Nello stesso tempo,
il tema criminale investe le arti visive. Nei maggiori pittori,
Goya, Géricault, Picasso e Magritte, le raffigurazioni del crimine o della pena capitale portano alla creazione di opere straordinarie.
Anche il cinema, fa subito suo il fascino inquieto di una
violenza estrema e la rappresentazione della stessa è trasformata in piacere, addirittura in voluttà.
Proprio sul finire del XIX secolo un modo di trattare l'indole delinquenziale, con pretese scientifiche, nasce e si sviluppa.
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