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Milano: oltre al Duomo c'è di più

Scritto da Guideurope • Mercoledì, 31 agosto 2011 • Categoria: Milano



Che a Milano ci siano il Duomo e il Teatro alla Scala, lo sanno anche i sassi. Forse però non tutti conoscono le meraviglie che si celano ad un palmo di distanza - con il naso incollato sulla guida turistica spesso si vaga nel centro storico, senza degnarle nemmeno di uno sguardo. Ma oggi potrete rimediare: una capatina a S. Fedele, la chiesa del Manzoni, e a S. Carlo, un rapido sguardo al disco di Giò Pomodoro e, perchè no, uno stuzzicante spuntino a base di panzerotti, tutto in una manciata di metri, nel regno dello shopping più modaiolo.


Immaginate di arrivare in piazza Duomo con la metropolitana; fate un rapido slalom tra piccioni e venditori di braccialetti colorati e imboccate Galleria Vittorio Emanuele. Passate oltre i negozi griffati e i bar lussuosi e, una volta usciti, vi troverete in Piazza Scala: alla vostra sinistra il mitico teatro del Piermarini, e a destra Palazzo Marino, la sede del comune di Milano dove secondo la tradizione nacque Marianna de Leyva, la celebre monaca di Monza. Sulla piazza antistante si affaccia la chiesa di S. Fedele, costruita per volontà del Cardinale Borromeo in ossequio ai principi della Controriforma. Pellegrino Tibaldi, l’architetto che ne curò i lavori, realizzò un’opera maestosa, con un’ampia navata che enfatizza la centralità dell’altare, mentre le tonalità rosate della pietra d’angera, proveniente dal Lago Maggiore, creano un delicato effetto cromatico. Nella prima cappella spicca la Visione di S. Ignazio del Crespi e la Disposizione, opera del maestro di Caravaggio, originariamente ospitata nella chiesa di S. Maria della Scala (quella che - per intenderci - fu demolita per lasciare il posto all’omonimo teatro).  All’uscita fate attenzione all’infido sagrato, dove Manzoni, che frequentava abitualmente S. Fedele, cadde e morì poi per il colpo riportato alla testa. Per questo, a pochi passi dalla facciata, si erge la statua alla memoria del grande scrittore. Se siete amanti dei Promessi Sposi, potreste anche decidere di fare una deviazione e di visitare la casa in cui Manzoni visse con la famiglia per quasi 60 anni: Casa Manzoni, restaurata seguendo la planimetria originale, ospita oggi il Centro Nazionale di Studi Manzoniani che raccoglie documenti, lettere, oggetti personali e fotografie (via Morone, ingresso libero). Nel caso in cui la letteratura non vi interessi, proseguite per Piazza Meda e rifatevi gli occhi con il ‘disco’ girevole di Arnaldo Pomodoro, che è finalmente ritornato a casa dopo lo ‘sfratto’ per i lavori di costruzione di un parcheggio interrato. Accanto dovrebbe essere collocata anche una seconda opera dello scultore, Torre a Spirale, donata al comune di Milano. Se amate la lettura, sulla strada per il ‘disco’ troverete la libreria Hoepli, un enorme edificio in cui ha sede anche l’omonima casa editrice: su sei piani troverete davvero di tutto, dai libri per bambini ai manuali di cucina, dalle grammatiche ai testi esoterici. Alla sinistra di Piazza Meda, fate una fotografia a Casa Omenoni: incorniciata da otto cariatidi, chiamate appunto Omenoni, era l’abitazione dello scultore Leone Leoni la cui raccolta privata comprendeva opere del Correggio, di Tiziano e il Codice Atlantico di Leonardo. Lasciatevi Piazza Meda alle spalle, imboccate via S. Paolo e tuffatevi nella mischia di Corso Vittorio Emanuele: tra i negozi luccicanti troverete S. Carlo, un bell’esempio di chiesa neoclassica simile al Pantheon romano e al colonnato di Piazza del Plebiscito. La chiesa fu edificata come ringraziamento per la fine di un’epidemia di colera ed è dedicata a S. Carlo Borromeo, famoso per il suo impegno nella lotta alle epidemie. Dopo tanta cultura, un consiglio per nutrire anche il palato: in via S. Redegonda, a due passi dai grandi magazzini della Rinascente, c’è la piccola bottega di Luini che, dal 1949 sforna ogni giorno migliaia di panzerotti caldi a prezzi più che abbordabili. Gli amanti del fagottino fritto ne declamano la bontà, i detrattori lo ritengono un attentato alla linea. Al vostro stomaco l’ardua sentenza!
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