Travel Guide Blog - News dall'Europa

“La rappresentazione dell'odio: da Caino all'undici settembre”

Scritto da Daniela Saccà • Mercoledì, 27 luglio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Genova

Dialoghi sulla Rappresentazione
VOLUME QUARTO

LA RAPPRESENTAZIONE DELL’ODIO:

DA CAINO ALL’UNDICI SETTEMBRE”

dal 31 agosto all’11 settembre

Ascanio Celestini, Massimo Fini, Marco Pesatori e altri ospiti

Genova – Palazzo Tursi


un progetto di Sergio Maifredi


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Euroflora 2011

Scritto da Daniela Saccà • Martedì, 5 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Genova
La decima edizione di Euroflora è attesa come evento spettacolare che aiuta a riflettere su molti dei temi sensibili del nostro tempo: biodiversità, rispetto dell'ambiente e capacità dell'uomo di mantenere un rapporto equilibrato con la natura nella vita di tutti i giorni.


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L'acquario di Genova

Scritto da Daniela Saccà • Giovedì, 24 marzo 2011 • Commenti 0 • Categoria: Genova
Genova: città di mare, città turistica, città ricca di musei! Quando si parla di Genova, non si può fare a meno di citare l'Acquario, un luogo in cui potrete osservare diverse specie di animali acquatici e non.


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San Valentino in compagnia...degli squali!

Scritto da Daniela Saccà • Martedì, 1 febbraio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Genova

Ancora una volta l’Acquario di Genova, cuore del mondo AcquarioVillage, propone uno speciale e quanto mai appuntamento per festeggiare San Valentino! Quale? Una cena a lume di candela davanti alla vasca degli squali.

Chi desidera stupire la persona amata con una cena dal sapore indimenticabile, in un'atmosfera davvero inedita, troverà perfetta questa proposta di San Valentino all'Acquario di Genova. Dopo aver visitato i vari ambienti e aver assaporato l'aperitivo, si procederà con una visita guidata in notturna dell'Acquario, per poi recarsi davanti alla vasca degli squali. Esattamente qui verrà servita la cena, potendo così ammirare i movimenti ipnotici e spettacolari di questi animali, i sovrani degli abissi. Il tutto sarà reso ancor più speciale grazie alla particolare illuminazione che riproduce i bagliori lunari: atmosfera d'impatto assicurata.


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Genova: Feste e trattenimenti in giardino fra XVI e XVIII secolo

Scritto da Fiamma • Venerdì, 3 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Genova

Il percorso muove dall’identificazione in una collezione privata di un dipinto fiammingo di primo Seicento che, nel taglio compositivo e nella veduta, costituisce indiscutibilmente il diretto precedente del celebre Trattenimento in un giardino di Albaro di Alessandro Magnasco (1667-1749) – uno dei capolavori dei Musei di Strada Nuova, fatto oggetto già nel passato di studi approfonditi.
L’esposizione permetterà quindi di analizzare la tela genovese sotto nuovi punti di vista.



Un aspetto significativo della mostra verte infatti sul rapporto con le immagini di giardini popolati di figure prodotte nell’ambito della cultura fiamminga e comunque nordica, cui appartennero pittori come Jan Wildens e Cornelis De Wael, attivi a Genova all’inizio del Seicento quando pure vi lavorò quel Guilliam van Deynen del quale viene esposto un inedito Trattenimento fondamentale in quest’assunto.

Questo dipinto infatti costituisce l’opera a cui il Magnasco dovette guardare per giungere al suo capolavoro.


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Genova: Mediterraneo -Da Courbet a Monet a Matisse / Piero Guccione. Opere 1973-2010

Scritto da Fiamma • Martedì, 23 novembre 2010 • Commenti 2 • Categoria: Genova
Mediterraneo -Da Courbet a Monet a Matisse / Piero Guccione. Opere 1973-2010



Palazzo Ducale a Genova propone, dal 27 novembre 2010 al 1 maggio 2011, “Mediterraneo. Da Courbet a Monet a Matisse”: 80 sceltissimi dipinti, provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo, per rivivere il fascino che il Mediterraneo, la sua luce e il suo colore ebbero, assieme al suo immediato entroterra provenzale, su almeno cinque generazioni di artisti, dalla metà del Settecento e sino ai primi quattro decenni del Novecento, passando ovviamente attraverso la grande stagione impressionista.

La mostra, curata da Marco Goldin, e' promossa dal Comune di Genova, dalla Fondazione Palazzo Ducale e da Linea d'ombra, con il Gruppo Euromobil dei fratelli Lucchetta in qualità di sponsor principale e il supporto fondamentale di Costa Crociere.

Dipingere il mare, la sua vastità, l'idea che dell'infinito e tuttavia anche della prossimità vi s'inscrive, e' cosa – afferma Marco Goldin, curatore della grande mostra - che nel XIX secolo assume una rilevanza difficilmente dimenticabile. Se a nord sono le visioni fortemente spirituali di Friedrich o le tempeste baluginanti e magmatiche di Turner, a sud la costa del Mediterraneo, e naturalmente il suo immediato entroterra provenzale, sono il punto d'incontro di piu' generazioni di pittori francesi, sicuramente cinque, che dall'ambito del classicismo prima e del realismo poi, si tendono fino alla dissoluzione del colore nella materia mirabile di Bonnard quasi al confine con la metà del XX secolo”.

La mostra di Palazzo Ducale vuole studiare questo itinerario magico dentro il colore, che a Van Gogh fece cosi' scrivere: «Colore cangiante, non sai mai se sia verde o viola, non sai mai se sia azzurro, perche' il secondo dopo il riflesso cangiante ha assunto una tinta rosa o grigia.»

Eppure la costa del Mediterraneo francese si impose con notevole ritardo nella percezione che i pittori avevano del paesaggio in quell'inizio di XIX secolo, proprio nel momento in cui Pierre-Henri de Valenciennes pubblicava il suo celebre trattato sulla rappresentazione della natura.
Perdurava l'idea che la nozione del Mediterraneo fosse stretta al senso dell'antichità e in primo luogo alla romanità.
Per cui il riferimento alla coste italiane, quali luoghi deputati di questo riandare all'antico, dominava la pittura.

Un contributo fondamentale a un primo cambiamento, dopo i vasti quadri settecenteschi con la città e il porto di Tolone di Joseph Vernet prestati dal Louvre e poi quelli di Hubert Robert a Valchiusa da cui la mostra prende le mosse, venne da Gustave Courbet, che nel piccolo villaggio di pescatori di Palavas, a sud di Montpellier, dipinse alcuni dei suoi capolavori.

In mostra ve ne sono un paio, a sancire il drastico cambiamento di rotta che pone l'uomo, o il suo essere assente, davanti alla grandezza del mare.
A questo tempo del realismo si possono certamente ascrivere anche le opere di Émile Loubon, con i suoi quadri realizzati attorno a Marsiglia, Antibes e Nizza.
Cosi' come quelli di Paul Guigou e Adolphe Monticelli.
La cosiddetta scuola di Marsiglia che si staglia a metà secolo con la volontà di descrivere il reale con tutta la sua forza di presentazione e dichiarazione.


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Genova: L'arte di Halloween - MF Gallery's 8th Annual Halloween Art Show

Scritto da Fiamma • Venerdì, 29 ottobre 2010 • Commenti 1 • Categoria: Genova

L'arte di Halloween - MF Gallery's 8th Annual Halloween Art Show

Dal 2003, MF Gallery organizza la mostra annuale “Halloween Art Show” …Quest'anno, la mostra si terra` nella sede Genovese!

Pur avendo radici Europee, Halloween e` una festa nord Americana; anche se negli ultimi anni, si sta diffondendo in altri paesi. Per via dell interesse crescente di Halloween in Italia, MF Gallery ha deciso quest'anno di portare la mostra nella sede Genovese, inaugurandola con una festa in maschera!

Halloween ha le origini nell'antica festa Celtica di Samhain.
Nel periodo tra la meta` “chiara” dell'anno (l'estate) e la meta` “scura”, (l'inverno) si credeva che lo spazio tra questo mondo e l'altro si rimpicciolisse e che gli spiriti potessero facilmente passare da questa parte. Per questo motivo, divento` tradizione mettersi maschere e costumi spaventosi per scacciare gli spiriti malvagi.

Coll'evolversi della festa di Halloween, vengono aggiunti simboli e tradizioni del periodo del raccolto e del Giorno dei Santi da altre culture. Le zucche e altre verdure vengono scolpite con faccie simpatiche o paurose per ricordare le anime in purgatorio e per spaventare gli spettri. La tradizione dei bambini di “Trick or Treat” (“Dolcetto o Scherzetto”) - andare da porta a porta a raccogliere molti tipi diversi di caramelle- nasce da l'antica tradizione Europea di chiedere il cibo da porta a porta in cambio di preghiere per i morti.


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Genova: L'Africa della meraviglie

Scritto da Fiamma • Lunedì, 25 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Genova

Come noto, la fascinazione dell'Occidente per l'arte africana, fenomeno che risale ai primi anni del secolo scorso, è una riscoperta dovuta alle avanguardie artistiche: è un secolo fa a Parigi che artisti come Picasso, Matisse, Derain, etc. furono letteralmente "folgorati" dall'inesauribile ventaglio di forme dall'arte africana.



È soltanto da qualche decennio (e quindi con un notevole ritardo rispetto ad altre nazioni europee) che le arti visive africane (in particolare quelle etichettate come "tradizionali") hanno acquisito una propria riconoscibilità e un proprio mercato anche nel nostro Paese. Oggi infatti da noi esse sono ben note a un ristretto, ma non per questo non agguerrito, gruppo di collezionisti informati e selettivi, e contano un crescente numero di estimatori.

Le collezioni italiane private di arte africana vantano numerose opere di qualità superiore. È questo sorprendente patrimonio fino ad oggi nascosto che l'esposizione intende valorizzare attraverso la selezione di circa 200 pezzi appartenenti prevalentemente ad etnie di consolidata produttività artistica - Dan, Bamana, Dogon, Senufo, Baoulé, Yoruba, Fang, Kota, Teke, Kongo - scelti per la loro straordinaria forza visuale. L'obiettivo della mostra è quello di offrire una panoramica delle arti africane selezionando il meglio delle opere presenti nelle collezioni private italiane (spesso mai esposte prima in spazi pubblici) e nel contempo riflettere criticamente su quale Africa si mette così in scena.

Una mostra che vuol essere accessibile a tutti e anche bella ma che qui non si ferma; una mostra che prosegue chiedendosi come nasca in noi il sentimento di questa bellezza, se corrisponda anche all'esperienza che di queste opere hanno gli Africani stessi.


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Genova: Meditazioni Mediterraneo

Scritto da Fiamma • Giovedì, 14 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Genova

La mostra, racconta con una narrazione multimediale e interattiva, in dialogo con un percorso di approfondimento archelogico dedicato al Tirreno, un viaggio attraverso il Mediterraneo per assaporare sensorialmente atmosfere, suoni, arti e mestieri dei paesi e dei popoli che lo hanno nel tempo abitato e percorso.



Un itinerario nei sensi e nei luoghi del Mediterraneo, area geografica, la cui condensazione di segni trae origine dallo straordinario e tormentato fascino del suo territorio, ma anche dalla antica ricchezza delle sue culture e dalla mescolanza di razze, religioni, costumi rappresentate nei suoi popoli.

Questa peculiarità riesce in modo sorprendente a far emergere sopra un temperamento vulcanico, fatto di conflitti e tragedie, diversità e antagonismi, la bellezza e il sorriso, la familiarità e la naturalezza.

Un'arte del vivere che può essere messa a disposizione del mondo intero. Materie, suoni, colori, odori, gesti, processi e relazioni, accostati in insiemi, generano paesaggi, formano scenari che divengono attivi: sono videoinstallazioni, dispositivi interattivi che utilizzano la tecnologia come linguaggio per favorire la partecipazione dello spettatore e il suo coinvolgimento.
Mappe, antiche carte e rare rappresentazioni del Mediterraneo, accostate a pezzi originali, reperti archeologici e preziosi documenti, che dialogano con le installazioni multimediali, ci fanno ancor più comprendere l'importanza di quell'area geografica e focalizzando l'attenzione sul Mar Tirreno, ne evidenziano la centralità come teatro di scambi, di merci e di saperi.

Il tutto nell'ottica propositiva che "il Mediterraneo è un divenire, una speranza non solo una radice" (Adonis).


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Genova: MC2 Museum's collections # 2

Scritto da Fiamma • Venerdì, 27 agosto 2010 • Commenti 8 • Categoria: Genova

MC2 Museum's collections # 2 - Tema e variazioni nelle collezioni del museo d'arte contemporanea di Villa Croce



Artisti in mostra: Maria Rebecca Ballestra / Cesare Bignotti / Andrea Botto / Stefano Buro/Monica Carocci / Guido Castagnoli / Silvia Cini / Plamen Dejanoff / Roberto De Luca / Cesar Domela / Lucio Fontana / Mauro Ghiglione / Paolo Ghilardi / Florence Henri / Osvaldo Licini / Richard Paul Lohse / Churchill Madikida / Piero Manzoni / Armando Marocco / Christian Megert / Chantal Michel / Fabio Niccolini / Massimo Palazzi / Giovanni Rizzoli / Claudio Ruggieri alias Pintapiuma / Suitecase / Grazia Varisco.

MC² - Museum's collections # 2. Tema e variazioni nelle collezioni del museo è esposta al museo di Villa Croce proponendosi come secondo step, dopo la mostra del 2001 dedicata alle collezioni d'arte genovese e ligure, ma primo episodio del progetto La punta dell'Iceberg. Nuove acquisizioni per le collezioni del Museo, pensato quale appuntamento annuale di approfondimento sulle raccolte patrimoniali.

Alla base dell'esposizione c'e' la volontà di -far emergere il sommerso-, puntando decisamente su lavori inediti - o quasi - per le sale del museo, con l'obiettivo di dare visibilità e promuovere la conoscenza delle opere della collezione permanente, che documentano l'attività di promozione della ricerca artistica emergente che il museo ha svolto e svolge in questi anni.
Il comune denominatore delle opere esposte e', paradossalmente, la pluralità dei linguaggi, intesi, per citare von Humboldt, come molteplici modi in cui innumerevoli popoli (artisti) risolvono il medesimo compito che e' loro assegnato in quanto uomini (artisti), quello di creare linguaggio.

La molteplicità, nelle premesse teoriche, nelle tecniche - che coprono ogni possibile medium dalla foto all'installazione passando per pittura, disegno, scultura e video - negli obiettivi e nella stessa tipologia di acquisizione delle opere (entrate nelle raccolte del museo attraverso donazioni, acquisti o concorsi) pone l'accento sulle corrispondenze infinite - ma anche sulle conflittualità - tra artisti e modalità di espressione e si riflette in un allestimento che, partendo dalla sala camino al piano terra, si snoda nelle sale del piano nobile, volutamente alternando aree chiuse e aperte, interne e esterne. Come contrappunto alla ricerca contemporanea si insinuano in mostra alcune rarità provenienti dalla collezioni storiche del museo che accompagnano, commentano o contraddicono i lavori in mostra.

Il percorso si apre con il grande Gnomone di Grazia Varisco collocato sul prato della Villa a far da ponte verso lo spazio interno della sala del camino. Qui, precedute dal momento lirico dell'installazione di Claudio Ruggieri alias Pintapiuma, le 5 -cose- di Massimo Palazzi, dimentiche dell'opera di Ghilardi cui si rapportavano direttamente nel lavoro realizzato nel 2003 per il museo, dialogano con il Dondolo di Armando Marocco e guardano al ritratto della Moira al ritratto della Moira di Cesare Bignotti in bella mostra sopra il camino, ironica memoria di un'improbabile antenata di famiglia. Accompagnati dal cromatismo vettoriale di Paolo Ghilardi si raggiunge il primo piano accolti dai personaggi della famiglia Madikida che ingombrano la vista e il passaggio. Solo dopo essere passati sotto i varchi di Stefano Buro - una forca caudina dell'arte - si guadagna un momento di decompressione concettuale nel contrappunto tra il bianco e nero fotografico di Ghiglione, Carocci e Michel e quello mentale dell'Achrome di Piero Manzoni e di Uovo nero orizzontale di Lucio Fontana.

Si alternano a destra e a sinistra della sala d'ingresso, quella dedicata a Roberto De Luca, che ripropone in dimensioni ridotte l'installazione Ars munda e il caustico dittico Tea Service, e quella di Giovanni Rizzoli, che ruota intorno all'atmosfera di -sana tensione- del cerchio magico di Pleisurepain propagandosi alle sculture Implosion e Fioreamore , commentate dal vibrante dipinto di Osvaldo Licini , Scherzo, del 1932.

La concentrazione su ambienti antropizzati caratterizzati da una presenza/assenza della figura umana (Botto/Castagnoli/Suitcase) si specchia nella geniale sperimentazione sulle potenzialità artistiche del mezzo fotografico dei lavori di Cesar Domela, come alla seriale variazione cromatica di Vertikalen di Lohse fa eco la nitida partitura di forme e colori sottesa alla tecnica di appropriazione da post-produzione di Plamen Dejanoff. Tra questi si colloca l'area occupata dall'installazione-video di Niccolini che disegna un diario emotivo e autobiografico di un viaggio trasformato in incubo.


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Genova: Being Visible. In cerca di espressione Collettiva di artisti iraniani

Scritto da Fiamma • Giovedì, 17 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Genova

Being Visible. In cerca di espressione Collettiva di artisti iraniani - un progetto di Aria Spinelli con la collaborazione di CHAN Contemporary Art Association



La mostra indaga la reale possibilità di comprendere la produzione visiva di una cultura diversa, esemplificata qui nell'esposizione di giovani artisti iraniani.

Per l'occasione i visitatori sono invitati a confrontarsi con il tema della visibilità: il progetto espositivo riflette infatti su una produzione artistica in cerca di libertà espressiva.
Lo scontro o incontro tra due culture, la sparizione, la storia alternativa, la mediaticità degli eventi politici, l'iconografia contemporanea, sono alcune delle possibili chiavi di lettura di una cultura complessa e distante dal mondo occidentale.
Gli artisti s'in- seriscono in un discorso globale, rendendosi visibili e mettendo in crisi il nostro immaginario dell'Oriente.

Nel creare un percorso visivo tra opere diverse si vuole offrire un esempio della produzione artistica contemporanea iraniana ricollocandola in un contesto critico, per comprenderne la complessità e per portare cosi' due culture, apparentemente lontane ma realmente piu' vicine di quanto il pregiudizio stabilisca, a riconoscersi. Nel corso della storia recente si e' passati dall'essere invisibili, al non avere piu' possibilità di nascondersi.
Anche se scritta negli anni Sessanta, la teoria di Guy Debord sulla spettacolarizzazione della società, continua a essere attuale.
Viviamo in una società in cui la visibilità oltre ad essere totale, e' anche spettacolare.

Le nuove tecnologie fanno si' che ogni aspetto della nostra vita diventi informazione, traccia recuperabile e la televisione, sempre piu' appassionata di reality, rende persone comuni delle star.
Essere visibili in un mondo sorvegliato e spettacolarizzato come il nostro, e' qualcosa che si pone a metà tra desiderio e paura. Il rapporto che si instaura con la visibilità ha una natura ambigua, un misto tra terrore e piacere.


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Genova: Wild Wonders of Europe

Scritto da Fiamma • Venerdì, 4 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Genova

La grande fotografia celebra le bellezze naturali d’Europa e svela al grande pubblico per la prima volta la sorprendente ricchezza e varietà di un patrimonio naturale da proteggere e preservare.



Dal 5 al 20 giugno Palazzo Ducale di Genova ospita Wild Wonders of Europe, prima mostra “indoor” di un progetto che comprende anche un concorso, un libro e un sito web (www.wild-wonders.com) con video, foto, blog e informazioni.

Grazie a ottanta suggestive immagini, realizzate da sessantanove tra i migliori fotografi naturalisti d’Europa in 125 missioni attraverso 48 paesi europei, l’esposizione documenta le meraviglie naturali del nostro continente, i suoi paesaggi incontaminati, la sua fauna straordinaria, la sua incredibile biodiversità: dagli orsi polari delle Svalbard, nel Mare Glaciale Artico, alle tartarughe marine del Mediterraneo, dal bisonte selvaggio della Polonia ai ghiacciai coperti di neve del Caucaso.

Le immagini selezionate tra circa 200 mila scatti, realizzati lungo un periodo di quindici mesi, costituiscono un progetto unico, proposto per le celebrazioni – a Genova, il 5 giugno – del World Environment Day, nel contesto dell’anno internazionale della Biodiversità.

Venerdì 4 giugno alle ore 17, la Sindaco di Genova, Marta Vincenzi, e l’Assessore ai Parchi della Città di Genova, Pinuccia Montanari, membro dell’International Court of the Environment Foundation, inaugurano la mostra.

Dopo Genova l’esposizione – fino al 2012 – verrà ospitata nei 48 paesi europei dove hanno lavorato i vari fotografi e nel Nord America.


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