Travel Guide Blog - News dall'Europa

Guttuso e gli artisti di Corrente in mostra a Seravezza in Versilia

Scritto da Luca De Nardo • Martedì, 28 giugno 2011 • Commenti 0 • Categoria: Italia

La Versilia celebra il centenario della nascita di Renato Guttuso ( 1911) con la mostra “Guttuso e gli amici di Corrente” nelle sale del Palazzo Mediceo di Seravezza (Lu), curata da Enrico Dei e organizzata dalla Fondazione Terre Medicee e dal Comune di Seravezza.
Da venerdì 1 luglio – inaugurazione alle ore 18 - fino all’11 settembre 2011, sono esposte oltre 70 opere provenienti tutte da collezioni private, tra dipinti e lavori grafici, alcuni dei quali riproposti all’attenzione del pubblico e della critica dopo anni di oblio. Il nucleo centrale della mostra è costituito da una serie di opere di Guttuso che vanno dagli anni ’40 agli anni ’80, mentre un’ ampia parte è dedicata ad alcuni tra i più significativi artisti del movimento di “Corrente”, (Treccani, Birolli, Sassu, Migneco, Morlotti, Vedova), con i quali l’artista aveva instaurato un sodalizio fortissimo.

Tra le opere di Guttuso si può ammirare il grande dipinto del 1951 “Sogno di un guerrafondaio”, in cui il volto del protagonista è quello del Presidente Usa Eisenhower. Per questo l’artista subì un processo per offesa a capo di stato straniero.
Poi si possono citare “L’uomo che fuma o ritratto del pittore Garajo” del 1961 e “Natura morta” del 1958. Un percorso espositivo dove si mette in evidenza l’attività artistica di Guttuso come straordinario testimone del nostro tempo, in grado di rappresentare con le sue opere la complessità della condizione umana con le sue sofferenze, i suoi miti, le sue passioni. Poi, per meglio comprendere i rapporti e i temi culturali, politici e sociali che hanno coinvolto l’artista nel suo lungo e infaticabile percorso, c’è l’ampia sezione della mostra dedicata ai suoi amici artisti più cari, appunto, quelli di “Corrente” che negli anni della lotta al regime fascista furono sensibili alle sollecitazioni europee come apertura necessaria al rinnovamento dell’arte italiana. 


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Il castello di Herberstein

Scritto da Daniela Saccà • Martedì, 8 febbraio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Austria

Misteriosamente nascosto nel paesaggio romantico della gola Feistritzklamm, in Stiria, il castello di Herberstein è uno dei più famosi castelli austriaci.

Armoniosamente composto da elementi di epoche diverse, gotica, rinascimentale e barocca, il castello narra una storia emozionante, lunga sette secoli, e la tradizione di un nobile casato della Stiria. Grazie alla presenza di uno zoo, il castello è diventato una grande attrazione per il pubblico.
Un'ulteriore attrazione è il giardino storico, oggi interpretato in chiave moderna come parco dei temperamenti, composto da un giardino verde, bianco, giallo e blu, affiancato da un giardino del mattino, del mezzogiorno, del pomeriggio e della sera.


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Milano: Nativita’ 2010 - 26 ARTISTI INTERPRETANO IL PRESEPE

Scritto da Fiamma • Mercoledì, 1 dicembre 2010 • Commenti 1 • Categoria: Milano

Nativita’ 2010 - 26 ARTISTI INTERPRETANO IL PRESEPE - a cura di Melina Scalise



Giovanna Pesenti, Lucio Perna, Aurelio Gravina, Daniela Arnoldi e Marco Sarzi-Sartori, Luciano Mereghetti, Giovanni Gurioli, Francesca Magro, Gianfranco Testagrossa, Giuseppe Giacobino, Mario de Leo, Gabriele Poli, Bruno Calì, Donatella Violi, Bianca Visentini, Enzo Silvi, Paolo Basevi, Giordano Morganti, Lamu, Andrea Che Issa, Roberto Cosimi, Paolo Valle, Sabrina Miconi, Kazuto Kategami, Max Marra, Cesare Giardini.

Qual è il senso della nascita? Cosa significa venire alla luce come individui, come componenti di questa società? Cosa significa nascere oggi? Cosa ci evoca oggi l’immagine di un neonato o di una nascita? Spazio Tadini in occasione del Natale 2010 ha chiesto a un gruppo di artisti contemporanei di rileggere la scena della Natività oggi, sotto una luce che non è più quella della “stella cometa”.
Questa può essere quella di una lampadina a basso consumo energetico, quella di una sala parto supertecnologica dove si rischia di perdere il rapporto con l’essere umano che sia la madre o il nascituro.
Anche Maria e Giuseppe non sono più gli stessi, perché possono essere padre e madre non biologici e non per merito dello Spirito Santo o i genitori possono appartenere allo stesso sesso. Inoltre, se qualcuno si sente “mai nato” può decidere di rinascere su Internet in Second Life o altrove nella virtualità.

Arriva il Natale e il pensiero di ognuno di noi è impegnato a risolvere la scelta dei regali, a organizzare le cene di lavoro, a ordinare gli omaggi per i clienti, a organizzare pranzi e cene suggerite da ricette complicate e con ingredienti doc che ambiscono a vedere seduti attorno alla stessa tavola spesso parenti annoiati e desiderosi di fuga. Una celebrazione che spesso culmina nell’impegno a cimentarsi in una teatralità rappresentata dalla frase: “E’ Natale vogliamoci tutti bene”, mentre in televisione ritorna in onda l’immancabile: “Natale in casa Cupiello” di Eduardo de Filippo.
Spazio Tadini vuole proporre una pausa, un percorso alternativo, una mostra sulla Natività oggi con linguaggi nuovi, con riflessioni nuove.

Qual è il senso della nascita? Cosa significa venire alla luce come individui, come componenti di questa società? Cosa significa nascere oggi? Cosa ci evoca l’immagine di un neonato oggi?
A Natale si festeggia la nascita di un uomo di nome Gesù che con il suo pensiero e i suoi valori ha segnato il corso della storia e l’evoluzione della società occidentale.
Un singolo che, da solo, ha fatto una rivoluzione grazie alla sua determinazione, alle sue idee, al suo credo, al suo Dio.


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Gallarate: Cosa fa la mia anima mentre sto lavorando? - le principali tendenze dell'arte contemporanea nazionale e internazionale dagli anni Cinquanta ad oggi

Scritto da Fiamma • Lunedì, 29 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Italia

Il MAGA di Gallarate, a pochi mesi dalla scomparsa del noto collezionista milanese Paolo Consolandi, gli rende omaggio con una mostra curata da Francesca Pasini ed Angela Vettese.

La mostra, attraverso una selezione delle straordinarie opere dell’importante collezione Consolandi, ripercorre le principali tendenze dell’arte contemporanea nazionale e internazionale dagli anni Cinquanta ad oggi, dando prova della grande sensibilità e lungimiranza e dello spiccato intuito di Paolo Consolandi.

Circa duecento opere di altrettanti artisti compongono l’allestimento suddiviso in sette nuclei tematici (Oltre la materia, Orizzonti, Scrivere e scriversi, Dialoghi eclettici, Corpo e mente, Ritratti, autoritratti e altro, Things), sezioni tematiche all’interno delle quali le opere di artisti storici dialogano e si mettono in relazione con quelle degli artisti più giovani sostenuti dal collezionista.

Come diceva Paolo Consolandi: Collezionare arte contemporanea significa non avere nostalgia del passato, ed è con questo criterio che ha scelto di interagire col suo tempo.
La sua intuizione - afferma Francesca Pasini curatrice della mostra con Angela Vettese - si è sempre rivolta allo stato nascente delle ricerche, così troviamo le opere germinali di Giulio Paolini, Alighiero Boetti, Giovanni Anselmo... ma anche la foto della prima performance di Vanessa Beecroft, la mano trafitta da una matita dell’indisciplinato studente Maurizio Cattelan, i primi lavori di Alberto Garutti, Stefano Arienti, Grazia Toderi, Elisabetta Di Maggio le lettere inviate da Sabrina Mezzaqui a Massimo Minini, prima di conoscerlo, prima di fare da lui la prima mostra, i ricami di esordio di Francesco Vezzoli. E poi Tacita Dean, Gabriel Orozco, Luca Vitone, Mark Dion, Roni Horn, Mona Hatoum, Cornelia Parker. Maestri acclamati come Gerhard Richter, Jannis Kounellis, Thomas Hirschhorn, Andy Warhol, Mike Kelly, Marina Abramovic, Thomas Struth, Rebecca Horn, Cindy Sherman, Anish Kapoor, hanno avviato, nella sua collezione, dialoghi a distanza ravvicinata con giovani quali Gianni Caravaggio, Sabrina Torelli, Francesco Gennari, Luca Trevisani, Dacia Manto, Jan Tweedy.


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Milano: “GIOCHI VISIVI”

Scritto da Fiamma • Giovedì, 25 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Milano

La mostra “giochiVISIVI” di Dario Zaffaroni presso SPAZIO TADINI a Milano, presenta una accurata selezione di opere a partire degli anni ’70 che bene riassumono gli sviluppi del suo lavoro.



Dario Zaffaroni possiede un percorso artistico che fonda le sue radici dai fermenti culturali/creativi degli anni ’60 / ’70 e la percezione visiva è l’elemento fondamentale del suo lavoro.

Nei primi anni ’70 Zaffaroni inizia una ricerca artistica sul colore definita Cromodinamiche Fluorescenti in cui non solo l’opera d’arte si allontanava sempre più dalla raffigurazione della realtà, ma l’osservatore perdeva la sua passività per entrare in relazione dinamica con l’opera: egli stesso poteva diventarne complemento e completamento tanto che il suo modo di interagire con essa poteva cambiarla o modificarle senso.

Zaffaroni si lascia affascinare da questo modo di fare arte e in Cromodinamiche Fluorescenti lavora con forme, rilievi geometrici e carta ritagliata dai colori fluorescenti. Esclude a priori qualsiasi forma di miscelazione del colore.
La fluorescenza assume un ruolo di forte stimolo visivo, agisce quasi da richiamo dell’attenzione. Catturato lo sguardo dell’osservatore, lo affascina e lo sorprende invitandolo a un “giocoVISIVO” di variazioni di toni, di luci, ombre e forme che sono il risultato del movimento dell’osservatore rispetto al lavoro artistico.


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Genova: Meditazioni Mediterraneo

Scritto da Fiamma • Giovedì, 14 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Genova

La mostra, racconta con una narrazione multimediale e interattiva, in dialogo con un percorso di approfondimento archelogico dedicato al Tirreno, un viaggio attraverso il Mediterraneo per assaporare sensorialmente atmosfere, suoni, arti e mestieri dei paesi e dei popoli che lo hanno nel tempo abitato e percorso.



Un itinerario nei sensi e nei luoghi del Mediterraneo, area geografica, la cui condensazione di segni trae origine dallo straordinario e tormentato fascino del suo territorio, ma anche dalla antica ricchezza delle sue culture e dalla mescolanza di razze, religioni, costumi rappresentate nei suoi popoli.

Questa peculiarità riesce in modo sorprendente a far emergere sopra un temperamento vulcanico, fatto di conflitti e tragedie, diversità e antagonismi, la bellezza e il sorriso, la familiarità e la naturalezza.

Un'arte del vivere che può essere messa a disposizione del mondo intero. Materie, suoni, colori, odori, gesti, processi e relazioni, accostati in insiemi, generano paesaggi, formano scenari che divengono attivi: sono videoinstallazioni, dispositivi interattivi che utilizzano la tecnologia come linguaggio per favorire la partecipazione dello spettatore e il suo coinvolgimento.
Mappe, antiche carte e rare rappresentazioni del Mediterraneo, accostate a pezzi originali, reperti archeologici e preziosi documenti, che dialogano con le installazioni multimediali, ci fanno ancor più comprendere l'importanza di quell'area geografica e focalizzando l'attenzione sul Mar Tirreno, ne evidenziano la centralità come teatro di scambi, di merci e di saperi.

Il tutto nell'ottica propositiva che "il Mediterraneo è un divenire, una speranza non solo una radice" (Adonis).


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Milano: Il segno Alfa

Scritto da Fiamma • Mercoledì, 6 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Milano

La Triennale di Milano presenta Il segno Alfa, una mostra a cura di Francesco Casetti in occasione del centenario della fondazione della nota casa automobilistica.

L’esposizione punta a ripercorrere la presenza dell’Alfa Romeo sullo sfondo delle vicende culturali e sociali dell’Italia, con l’idea di mostrare più che l’automobile con la sua industria e la sua tecnologia, l’immaginario che la accompagna: un immaginario che da un lato si nutre di desideri, e dall’altra parte affonda le proprie radici nella quotidianità. Le automobili dell’Alfa Romeo – oggetti che uniscono eleganza e utilità, raffinatezza e praticità, innovazione e prestazione – sono qualcosa che tutti hanno sognato, e che molti hanno posseduto.

La mostra vuole suscitare nello spettatore due atteggiamenti congiunti: lo stupore, ma anche il piacere di riconoscere – e di riconoscersi. Nelle singole sale, ciascuna dedicata ad un decennio, le automobili esposte dialogano con documenti fotografici, con opere d’arte, con oggetti quotidiani, con elementi del paesaggio urbano, con i film del periodo. Il risultato è quello di restituire lo spirito del tempo lungo tutto un secolo.


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Gianni Moretti Great expectations

Scritto da Fiamma • Venerdì, 10 settembre 2010 • Commenti 1 • Categoria: Bologna

Gianni Moretti Great expectations a cura di Martina Cavallarin

Great expectations segna la prima esposizione personale a Bologna di Gianni Moretti (Perugia, 1978) artista che in questa città ha compiuto i suoi studi accademici per trasferirsi poi a Milano, principale luogo in cui vive e lavora, pur spostando continuamente il suo asse in grandi capitali mondiali.

Ed e' da questo nomadismo intellettuale che prende il titolo la mostra: great expectations infatti e' un lavoro che si srotola attraverso le differenti aspettative che ciascuno di noi nutre alla vigilia di una partenza, di un evento, di un viaggio. great expectations e' l'ipotesi di una vittoria o di una sconfitta, di accadimenti che l'uomo puo' controllare solo in parte essendo innestato in un destino entropico che sempre sfugge al controllo totale.

Il titolo della mostra contiene inoltre un altro rimando significativo della memoria collettiva di ciascuno inaugurando l'11 settembre, data che ha segnato indelebilmente il passaggio tra Novecento e Duemila, vera cesoia che fa da spartiacque a politica, economia, impostazione umanistica globalizzata e tribale di tutti i popoli del mondo.


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“Warhol TV” al Museo Berardo di Lisbona

Scritto da Fiamma • Martedì, 31 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Lisbona

In mostra “Warhol TV” presso il Museo Berardo di Lisbona fino al 14 novembre 2010.



A Lisbona è in mostra “Warhol TV” presso il museo di arte moderna e contemporanea Museu Colecção Berardo.
La mostra, che rimarrà aperta fino al 14 novembre ed è a ingresso gratuito, è stata realizzata in collaborazione con il Museo Andy Warhol e curata da Judith Benhamou-Huet. La mostra fa parte del FUSO, Festival Anual Internacional de Video Arte de Lisboa.

Fra il 1979 e il 1987 Andy Warhol (1928-1987) ha prodotto e realizzato delle vere e proprie produzioni televisive. Questa parte della sua opera, fino ad oggi abbastanza sconosciuta, è un riflesso dei pensieri, o meglio delle ossessioni, dell’artista in merito alla bellezza, alla celebrità, al fascino per altri artisti, musicisti e stilisti. Un tuffo nella New York degli anni ’80 e una nuova reality television.


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Genova: MC2 Museum's collections # 2

Scritto da Fiamma • Venerdì, 27 agosto 2010 • Commenti 8 • Categoria: Genova

MC2 Museum's collections # 2 - Tema e variazioni nelle collezioni del museo d'arte contemporanea di Villa Croce



Artisti in mostra: Maria Rebecca Ballestra / Cesare Bignotti / Andrea Botto / Stefano Buro/Monica Carocci / Guido Castagnoli / Silvia Cini / Plamen Dejanoff / Roberto De Luca / Cesar Domela / Lucio Fontana / Mauro Ghiglione / Paolo Ghilardi / Florence Henri / Osvaldo Licini / Richard Paul Lohse / Churchill Madikida / Piero Manzoni / Armando Marocco / Christian Megert / Chantal Michel / Fabio Niccolini / Massimo Palazzi / Giovanni Rizzoli / Claudio Ruggieri alias Pintapiuma / Suitecase / Grazia Varisco.

MC² - Museum's collections # 2. Tema e variazioni nelle collezioni del museo è esposta al museo di Villa Croce proponendosi come secondo step, dopo la mostra del 2001 dedicata alle collezioni d'arte genovese e ligure, ma primo episodio del progetto La punta dell'Iceberg. Nuove acquisizioni per le collezioni del Museo, pensato quale appuntamento annuale di approfondimento sulle raccolte patrimoniali.

Alla base dell'esposizione c'e' la volontà di -far emergere il sommerso-, puntando decisamente su lavori inediti - o quasi - per le sale del museo, con l'obiettivo di dare visibilità e promuovere la conoscenza delle opere della collezione permanente, che documentano l'attività di promozione della ricerca artistica emergente che il museo ha svolto e svolge in questi anni.
Il comune denominatore delle opere esposte e', paradossalmente, la pluralità dei linguaggi, intesi, per citare von Humboldt, come molteplici modi in cui innumerevoli popoli (artisti) risolvono il medesimo compito che e' loro assegnato in quanto uomini (artisti), quello di creare linguaggio.

La molteplicità, nelle premesse teoriche, nelle tecniche - che coprono ogni possibile medium dalla foto all'installazione passando per pittura, disegno, scultura e video - negli obiettivi e nella stessa tipologia di acquisizione delle opere (entrate nelle raccolte del museo attraverso donazioni, acquisti o concorsi) pone l'accento sulle corrispondenze infinite - ma anche sulle conflittualità - tra artisti e modalità di espressione e si riflette in un allestimento che, partendo dalla sala camino al piano terra, si snoda nelle sale del piano nobile, volutamente alternando aree chiuse e aperte, interne e esterne. Come contrappunto alla ricerca contemporanea si insinuano in mostra alcune rarità provenienti dalla collezioni storiche del museo che accompagnano, commentano o contraddicono i lavori in mostra.

Il percorso si apre con il grande Gnomone di Grazia Varisco collocato sul prato della Villa a far da ponte verso lo spazio interno della sala del camino. Qui, precedute dal momento lirico dell'installazione di Claudio Ruggieri alias Pintapiuma, le 5 -cose- di Massimo Palazzi, dimentiche dell'opera di Ghilardi cui si rapportavano direttamente nel lavoro realizzato nel 2003 per il museo, dialogano con il Dondolo di Armando Marocco e guardano al ritratto della Moira al ritratto della Moira di Cesare Bignotti in bella mostra sopra il camino, ironica memoria di un'improbabile antenata di famiglia. Accompagnati dal cromatismo vettoriale di Paolo Ghilardi si raggiunge il primo piano accolti dai personaggi della famiglia Madikida che ingombrano la vista e il passaggio. Solo dopo essere passati sotto i varchi di Stefano Buro - una forca caudina dell'arte - si guadagna un momento di decompressione concettuale nel contrappunto tra il bianco e nero fotografico di Ghiglione, Carocci e Michel e quello mentale dell'Achrome di Piero Manzoni e di Uovo nero orizzontale di Lucio Fontana.

Si alternano a destra e a sinistra della sala d'ingresso, quella dedicata a Roberto De Luca, che ripropone in dimensioni ridotte l'installazione Ars munda e il caustico dittico Tea Service, e quella di Giovanni Rizzoli, che ruota intorno all'atmosfera di -sana tensione- del cerchio magico di Pleisurepain propagandosi alle sculture Implosion e Fioreamore , commentate dal vibrante dipinto di Osvaldo Licini , Scherzo, del 1932.

La concentrazione su ambienti antropizzati caratterizzati da una presenza/assenza della figura umana (Botto/Castagnoli/Suitcase) si specchia nella geniale sperimentazione sulle potenzialità artistiche del mezzo fotografico dei lavori di Cesar Domela, come alla seriale variazione cromatica di Vertikalen di Lohse fa eco la nitida partitura di forme e colori sottesa alla tecnica di appropriazione da post-produzione di Plamen Dejanoff. Tra questi si colloca l'area occupata dall'installazione-video di Niccolini che disegna un diario emotivo e autobiografico di un viaggio trasformato in incubo.


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Francia, Provenza. "Casanova for ever". Il grande seduttore

Scritto da Guideurope • Venerdì, 23 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Francia

guideurope.it Provenza-Casanova for ever"Casanova Forever" il mito del grande seduttore veneziano e' sempre vivo in Francia. E questa è un'estate dedicata a lui in Provenza e dintorni con un musical prodotto da Pierre Cardin e una quantita' di mostre ed eventi in tutto il sud della Francia.

L' attrazione fatale per Casanova imperversa da mesi, dopo il sensazionale acquisto da parte della Biblioteque nationale de France per 7 milioni di euro, del manoscritto originale delle sue memorie, 'Histoire de ma vie'.

Il musical 'Casanova. Amori e inganni a Venezia', prodotto dallo stilista Pierre Cardin,  ha appena debuttato proprio a Venezia, ed ora sbarca in Provenza.




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